sabato 8 agosto 2009

HEART AND SOUL: Addio a Willy De Ville


Stava male, si sapeva. Ma l’sms spuntato ieri sera sul mio cellulare è arrivato prima del previsto: “E’ un brutto giorno per la nostra musica: è morto Willy De Ville”. Parole scritte da un amico, con sincero dolore. Ora ho il mare davanti e i monti alle spalle, in mano una copia di Repubblica che ufficializza il decesso e tra le dita un fragile collegamento a Internet che non mi consente di girare troppo per il Web. C’è poco da girare, basta la memoria.
Wille De Ville è quei tacchi che atterrano sul mio tavolo del Savoy (non c’è più, erano i primi anni Ottanta newyorchesi) facendo vibrare i bicchieri. E’ quello sguardo tagliente che mi ha raggiunto da tanti palchi italiani (ce lo siamo goduto davvero, il buon Willy!). E’ quei dischi che hanno flirtato col punk e col rhythm’n’blues ("Coup De Grace": chi non ce l'ha si affanni ora su Amazon), che hanno rasentato il pop (“Miracle”, con Mark Knopfler: che bellezza!) e percorso le strade di New Orleans. E’ quegli angoli di Manhattan dove si parla spagnolo, ne succedono di tutti i colori e le ragazze di nome Rosita camminano al ritmo di Tito Puente.

E’ una musica scritta sempre con amore, anzi con “heart and soul”, dovunque si trovasse lo studio di registrazione in cui veniva prodotta. Willy De Ville è in quelle giacchette strette dell’epoca Mink De Ville (la sua band, quasi una E Street Band con sala prove ad Alphabet City anziché nel New Jersey) e nella trasandatezza un po’ piratesca degli ultimi anni. E’ “Maybe Tomorrow”, è “Could You Would You”, è “Cadillac Walk”, è “This Must Be The Night”, è ”Teardrops Must Fall”, è "You Better Move On", è la migliore “Stand By Me” dopo quelle di Ben E.King (l’originale) e di John Lennon. E’ tutte queste canzoni che ricordo in ordine sparso e che dovrò farmi bastare per un sacco di tempo. Perché, come ha scritto il suo ufficio stampa, “Willy è andato a trovare Jack Nitzsche e Johnny Thunders” (ovvero un sagace mescolatore di suoni e un altro ragazzaccio del rock’n’roll - vedi: New York Dolls). Gente giusta a tenergli compagnia nel silenzio eterno, che tanto silenzioso – immaginiamo – non sarà.

Willy De Ville, che aveva solo cinquantanove anni – 59, come una buona annata della Cadillac - ha attraversato oltre trent’anni di carriera senza mai uscire troppo allo scoperto, senza smettere quasi mai gli abiti del cult artist ma lasciandoci canzoni che solo lui sapeva confezionare in quel modo. Canzoni che hanno infiammato il Bottom Line o l'Olympia allo stesso modo in cui infiammavano, quando giravano meno soldi, i palchi e i festival di provincia. Ci è piaciuto tanto, Willy, anche per la sua unicità, e ora ci mancherà molto. C'è davvero poco da aggiungere.

12 commenti:

tatix ha detto...

un'altro dei miei eroi che se ne va..

ps mi risulta pero' nato a Stanford il 25 agosto del 1950 percui gli anni erano 59..

Ermanno Labianca ha detto...

you're right, Tatix. Correzione fatta. Thanks.

Anonimo ha detto...

Rest In Peace Willy!!!

Il Grande Favollo ha detto...

Era il 1990. Avevo preso questo disco da uno scaffale di un vecchio negozio del mio paese. Quella fu l'estate della Nannini e delle notti magiche per gli italiani. Per me no, non ci fu altra musica: "Teardrops must fall". Come per Garcia, Zappa,Gene Clark, oggi sarò "di meno" rispetto a ieri.

gianfausto ha detto...

Che Classe! Che Musica!

Siamo un po' più soli, adesso, ma ci resta la sua musica.

Mi sa che dove è lui adesso fa molto caldo ma ci si diverte un sacco.

Non credo che riposerà in pace..... non mi sembra il tipo.

Un abbraccio.

Anonimo ha detto...

visto l'anno scorso al Live a Trezzos/Adda ( 3a volta ).
un grandissimo, non dico altro, grazie Willy

Giampiero ha detto...

Intervistai Willy circa 15 anni fa' per una fanzine che portava il nome di un brano indimenticabile di J. Browne , Late For The Sky. Era la presentazione stampa di un suo nuovo album e dopo aver risposto alle solite domande di plastica di "critici musicali di plastica " aveva salutato tutti tranne il sottoscritto..reo di indossare una tshirt con the clash in evidenza. "I Clash sono stati la mia band preferita per diversi anni .." e da li per più di un ora un fiume in piena sul rock 'n' roll , sugli eroi di questa musica e tant'altro..mi saluto' con una frase " prima o poi moriro' per troppo rock ' n' roll ma quando succedera' non siate tristi perche' ce la siamo spassata, eccome ce la siamo spassata .." Ben detto Willy, let it rock ' n ' roll ovunque tu sia

Maurizio Pratelli ha detto...

uno di quelli che ci lascia molto

Sala Prove ha detto...

The article is so much informative.

Anonimo ha detto...

Quest'uomo era un gigante.
E'una grande perdita per la "nostra"musica.
Siamo tutti un po' piu' soli.
Bruno Govoni

Saby ha detto...

Bro,

The great great Willy will be missed, he left us way too early, you're right, folks, if you haven't got any cool Willy cd's, get started now on Amazon!! Peace my friend,

Saby

Fabio Hot Stuff ha detto...

Ciao Ermanno,
ti ritrovo per leggere il commiato ad un nostro eroe vero, un mito.
Ottimo pezzo, as usual.